Obiettivi e azioni

Il progetto Floranet Life contribuisce alla Rete Natura 2000 poiché il suo obiettivo principale è quello di salvaguardare, e migliorare, lo stato delle specie vegetali di importanza comunitaria (allegati II – IV direttiva 92/43/CEE) all’interno delle aree Natura 2000 incluse in 3 parchi dell’Appennino centrale: Majella, Abruzzo Lazio e Molise, Sirente Velino. Tutti gli obiettivi sono coerenti con la Strategia Nazionale della Biodiversità del Ministero dell’Ambiente. Le specie di interesse comunitario al centro del progetto sono: Cypripedium calceolus, Adonis distorta, Androsace mathildae, Iris marsica, Astragalus aquilanus, Klasea lycopifolia, Jacobaea vulgaris subsp. gotlandica. Tra le azioni previste dal progetto: la conservazione in situ, la riduzione dell’impatto turistico, la sensibilizzazione tra gli stakeholders.

La conservazione in situ (“nel proprio ambiente”) comprende, in particolare, la protezione ed il rinforzo delle popolazioni esistenti minacciate dalle attività umane e dall’evoluzione spontanea della vegetazione naturale. In particolare, si prevede la protezione e l’aumento dei popolamenti delle specie (sia aumentando il numero di individui nelle stazioni esistenti sia con la creazione di nuove stazioni) all’interno del Parco Nazionale della Majella (Cypripedium calceolus, Adonis distorta, Androsace mathildae, Iris marsica e Astragalus aquilanus), nel Parco Regionale Sirente-Velino (Klasea lycopifolia, Jacobaea vulgaris subsp.gotlandica, Astragalus aquilanus, e Adonis distorta) e nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Cypripedium calceolus e Iris marsica), utilizzando materiale vegetale coltivato “ex situ” (in ambiente artificiale) a partire da propaguli (semi e altre parti della pianta) raccolti in natura. Sui semi, che saranno raccolti nei parchi della regione Abruzzo e nei territori limitrofi, saranno effettuate le analisi dei processi di germinazione. Parte delle piante riprodotte saranno coltivate in specifici settori dei giardini botanici e dei centri visita dei parchi. E’ prevista inoltre la protezione dei siti di Klasea lycopifolia dal pascolo e dallo sfalcio che mettono a rischio la produzione di frutti.

La riduzione degli impatti del turismo sulle specie target prevede una riorganizzazione dei flussi turistici nelle aree di presenza delle specie (sentieri, strade, itinerari a cavallo ecc.).

Infine, le azioni di diffusione e sensibilizzazione tra i portatori di interesse, costituite da azioni condivise al fine di aumentare la consapevolezza dell’importanza della conservazione, riducendo il gap di conoscenza da parte delle comunità locali sulle specie di interesse comunitario e sulla necessità della loro conservazione. Ci si rivolgerà sia alle popolazioni locali che ai visitatori dei parchi. Particolare attenzione sarà data alla formazione nelle scuole, impostando anche aiuole didattiche con le specie interessate dal progetto.

Risultati attesi

  • Protezione di alcune popolazioni delle specie target dalle principali minacce in almeno 9 siti, con lo spostamento di una sezione di un sentiero
  • Aumento di esigue popolazioni in 9 siti
  • Creazione sperimentale di 6 nuove popolazioni
  • Aumento della fruttificazione nelle popolazioni di Cypripedium calceolus
  • Database georeferenziato con i dati per ogni popolazione
  • Sperimentazioni sulla vitalità e la germinazione delle specie nella “banca del seme” della Majella
  • Produzione di almeno 3220 piante delle specie di interesse comunitario
  • Strumento GIS per la gestione dei siti con Klasea lycopifolia e conservazione di almeno il 30% dei prati dallo sfalcio precoce
  • Centro visitatori con specifico percorso accessibile a disabili nel Sirente Velino
  • Creazione di aiuole dedicate nei centri visite, nei giardini botanici e sentieristica tematica
  • Creazione di un sito web con photogallery e specifica mailing-list per l’invio di newsletter periodiche
  • Realizzazione di strumenti di comunicazione di base incluso un Layman’s report finale
  • Produzione di materiale informativo, educativo e di gadgets
  • Organizzazione di un contest fotografico e di un congresso internazionale con pubblicazione degli atti
  • Conferenze stampa, attività di educazione per le scuole e attività di networking a livello anche europeo

Aree di intervento

Gli interventi di tutela e miglioramento dello stato di conservazione di queste specie si svolgono all’interno delle aree Natura 2000 dei tre Parchi:

per il Parco Nazionale della Majella i SIC “Majella”, “Majella Sud Ovest”, “Monti Pizzi-Monte Secine”, “Fonte di Papa” e l’ampia ZPS “Parco Nazionale della Majella”;

per il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise i SIC “Cime del Massiccio della Meta”, “Gruppo della Meta – Catena delle Mainarde”, “Parco Nazionale d’Abruzzo” e “Val Canneto” ricompresi in gran parte nell’ampia ZPS omonima;

per il Parco Naturale Regionale Sirente Velino i SIC “Monti della Duchessa”, “Monte della Duchessa: Vallone Cieco e Bosco Cartore”, Monte Sirente e Monte Velino”, “Serra e Gole di Celano – Val d’Arno”, “Gole di San Venanzio” e “Colle del Rascito” con l’ampia ZPS “Sirente Velino”.

Le Azioni

Azione A.1: Preparazione dei procedimenti amministrativi per lo start-up del progetto

Predisposizione di tutti gli atti amministrativi necessari all’attivazione del progetto e sottoscrizione delle convenzioni tra il beneficiario coordinatore ed i partner. Avverrà la definizione dei ruoli e delle specifiche responsabilità nell’ambito delle diverse azioni di competenza ed il conferimento dei ruoli di Project manager e Finacial manager.

Azione A.2: Realizzazione geodatabase floristico

Realizzazione di un sistema informativo territoriale (G.I.S.) contenente un database dedicato alle piante della flora abruzzese inserite negli allegati 2 e 4 della Direttiva Habitat e presenti nei Parchi interessati dal progetto. Il geodatabase costituirà un contenitore per tutte le informazioni sulle popolazioni delle specie target, incluse quelle che saranno rilevate nelle aree interessate dal progetto attraverso le azioni di rilevamento previste e, per le popolazioni interessate da azioni sul campo, sarà utile a programmare la ripetizione del rilevamento nei successivi anni di progetto anche oltre la durata dello stesso per il monitoraggio delle azioni concrete di conservazione.

Azione A.3: Rilievi dati di campo

Azione relativa alla raccolta dati, sul campo, sulle popolazioni delle specie ad oggetto presenti all’interno dei parchi abruzzesi, anche in aree esterne al progetto ma ricomprese nei SIC o anche al di fuori di essi, in continuità con la possibilità di riperimetrazione dei Siti esistenti o sulla creazione di nuovi, al fine di includere le specie target. I dati derivanti da questi rilievi di campo, incluse eventuali nuove stazioni, andranno ad integrare quelli conosciuti ed archiviati nel geodatabese. Verranno effettuati anche studi citomolecolari per la corretta attribuzione tassonomica ad una determinata specie per alcune popolazioni, per altre invece analisi delle forme di crescita.

Azione A.4: Pianificazione, preparazione e progettazione esecutiva degli interventi

Azione di pianificazione e progettazione degli interventi attivi di conservazione in situ, consistenti in rilevamenti dendrometrici, redazione di carte di presenza potenziale delle specie, individuazione dei siti idonei di traslocazione per quanto previsto nelle rispettive azioni concrete di conservazione, così come l’espletamento delle procedure autorizzative e la progettazione preliminare ed esecutiva per i previsti lavori di realizzazione delle del giardino botanico-centro visita nel Parco del Sirente Velino e la sua progettazione didattico-scientifica.

Azione A.5: Stage formativo

Previsto stage formativo nelle Alpi rivolto ai componenti degli staff tecnici dei partner, sulle tecniche di riproduzione vivaistica, di coltivazione e di gestione agronomica del territorio sulle specie vegetali di interesse, nonché sulla gestione generale dei giardini botanici.

Azione A.6: Realizzazione di un piano della comunicazione

Definizione di un piano di comunicazione per individuare le migliori forme di disseminazione e sensibilizzazione per le specie target di progetto, dovendo coinvolgere un pubblico molto eterogeneo e diversificato (popolazioni locali, turisti, operatori turistici, amministratori, allevatori, agricoltori, studenti ecc.).

Azione A.7: Individuazione e analisi degli stakeholders per il processo partecipativo Floranet

Azione di trasferimento delle buone pratiche già sperimentate nell’ambito del progetto LIFE EX-TRA (LIFE07 NAT/IT/502) per mitigare i conflitti tra politiche di conservazione e le comunità locali. Saranno individuati e mappati gli attori/stakeholders coinvolti nello sfalcio dei prati nel Sitente Velino, sui percorsi escursionistici in quota sempre sul Sirente Velino ma anche in Majella, sui siti, come la Camosciara nel Parco d’Abruzzo, interessati da un eccessivo turismo oppure dalla raccolta illegale di esemplari.

Azione A.8: Pianificazione delle procedure amministrative per adeguamento aree SIC alla distribuzione delle specie di interesse comunitario

I tecnici e relativi consulenti scientifici coinvolti nel progetto, produrranno un documento tecnico in cui vengono individuati, in maniera puntuale e rigorosa, i criteri in base ai quali dovranno essere effettuate le scelte per una corretta perimetrazione dei SIC sull’effettiva distribuzione delle specie nelle aree di progetto, parallelamente alla realizzazione di tavoli di confronto con Regione e Comuni interessati che già in fase di scrittura della proposta hanno espresso la volontà di contribuire al raggiungimento degli obiettivi progettuali.

Azione C.1: Raccolta di propaguli

Raccolta di semi e propaguli vegetativi di tutte le specie target, sia all’interno dei Parchi interessati, sia in altri territori limitrofi al fine di garantire un più elevato livello di diversità genetica del materiale raccolto. Per ogni sito di raccolta verranno annotate informazioni relative ai ratei di fruttificazione della specie nell’area, da inserire anche in un apposito campo nel geodatabase previsto all’azione A.2.

Azione C.2: Propagazione in vitro

Azione di micropropagazione del materiale vegetale ottenuto dai semi e/o dalle piantine raccolte in natura delle specie per le quali non è certa la riuscita della riproduzione da seme. Verranno utilizzate le tradizionali metodiche di “tissue culture” (germoglio isolato dalla pianta madre dal quale viene iniziata la propagazione vegetativa) che hanno il vantaggio di consentire la coltivazione di numerosi individui in spazi ridotti, di avere rapidi cicli di propagazione, conservare il germoplasma per lunghi periodi e poter propagare anche specie di difficile moltiplicazione in vivo.

Azione C.3: Riproduzione vivaistica

Coltivazione di piantine delle specie interessate dal progetto, a partire dai propaguli (semi, rizomi, stoloni) raccolti attraverso l’azione C1, dai germogli ottenuti dalla micropropagazione (azione C2) e dalla riproduzione da seme e dei relativi protocolli di germinazione (azione C4). Dopo la germinazione, la coltivazione prevede successivi passaggi in ambiente protetto e quindi all’esterno, in vivaio. Verranno messi a punto, nel corso dell’azione, protocolli di coltivazione per le diverse specie. L’azione verrà svolta presso il giardino botanico “Daniela Brescia” a Sant’Eufemia a Majella (PE).

Azione C.4: Riproduzione da seme

Azione riguardante la riproduzione da seme delle specie target del progetto che verrà svolta nella banca del germoplasma del Parco Nazionale della Majella (Majella Seed Bank) con la supervisione scientifica dell’Università dell’Aquila. La riproduzione da seme si rende necessaria per garantire un alto livello di variabilità genetica nelle azioni di restocking e nella creazione di nuove stazioni come previsto dall’azione C7 e perché, un’appropriata quantità di semi rappresenta la base per la conservazione delle piante rare o minacciate. Inoltre la conservazione del materiale presso le banche del germoplasma è uno dei metodi più validi per preservare la variabilità genetica delle popolazioni da cui è stato prelevato in programmi di conservazione in situ. Saranno effettuati test di vitalità e germinabilità, essenziali per quantificare sia il numero di semi necessari da raccogliere per la riproduzione sia per assicurare un alto grado di efficienza di conservazione a lungo termine, e sarà definito un protocollo di germinazione per assicurare la riproduzione vivaistica dell’azione C3; nel caso non si riuscisse a definire un protocollo quindi a riprodurre da seme un adeguato numero di esemplari, la specie in questione verrà riprodotta comunque attraverso la tecnica della micropropagazione all’azione C2.

Azione C.5: Interventi selviculturali

Diradamento meccanico della vegetazione su alcuni siti di presenza delle specie target che avranno luogo in tutti e 3 i Parchi considerati. In particolare, attraverso il taglio di alberi e arbusti, verrà eliminata parte della vegetazione legnosa che tende ad invadere le radure ed i pascoli mettendo a rischio la sopravvivenza delle specie. Tra gli interventi si prevede di realizzare aperture di chiarie o ampliamento di quelle già esistenti, diradamenti selettivi del piano arboreo ed eliminazione di arbusti ai margini del bosco, realizzazione di frange frangifuoco per la protezione indiretta da eventuali incendi, diradamenti di intensità variabile, decespugliamenti o semplici potature di rami ecc. Similmente, attraverso l’eradicazione, verranno eliminati gli individui di specie invasive concorrenti come Asphodelus macrocarpus mentre si procederà alla rimozione degli individui di eventuali specie affini (Iris germanica) nelle stazioni di presenza, per evitare ibridazioni con Iris marsica.

Azione C.6: Protezione delle stazioni floristiche più a rischio

Protezione, nel territorio del Parco Nazionale della Majella, in quello d’Abruzzo Lazio e Molise e nel Parco Regionale Sirente Velino, di alcune popolazioni di specie di interesse comunitario minacciate da attività antropiche (viabilità, cicloturismo, ippovie, pascolo di animali di grossa taglia, turismo invernale, campeggio, mezzi fuoristrada ecc.). Si prevede l’apposizione di piccole recinzioni o di staccionate in corrispondenza di gruppi di piante, l’apposizione di piccole strutture di protezione (shelter) su piante isolate, la deviazione di un sentiero in Majella, realizzazione di argini (o di semplici rinforzi) in pietrame ai bordi di torrenti contro i processi di erosione e scalzamento, azione di pulizia dei frammenti di geocelle in plastica derivanti dalla disgregazione di un fondo per un parcheggio realizzato in passato nel Sirente Velino e dispersi nel cotico erboso per diversi ettari, recinzioni mobili elettrificate sul prato a protezione dal pascolo e dal passaggio di cavalli,

Azione C.7: Restocking e creazione di nuove stazioni

Azione di reintroduzione di individui allevati in vivaio con l’azione C3 per il potenziamento delle popolazioni naturali esigue e per la creazione di alcune nuove stazioni per specie che a livello locale sono estremamente rare. La creazione di nuove stazioni ha carattere sperimentale in quanto non è disponibile una bibliografia di riferimento relativa ad operazioni simili effettuate con le stesse specie.

Azione C.8: Fecondazione manuale del Cypripedium calceolus

Operazione di impollinazione manuale dei fiori di Cypripedium calceolus nell’unica popolazione presente in Majella, quella nella Valle di Macchialunga a Fara San Martino (CH) e nelle due presenti nel territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Verranno quindi prelevate le masse polliniche da ogni fiore per posizionarle manualmente sui pistilli, nel periodo di piena fioritura (metà giugno). Nei limiti della distanza tra le piante, si cercherà di operare fecondazioni incrociate.

Azione C.9: Sottrazioni di superfici allo sfalcio per la conservazione di Klasea lycopifolia

Azione che prevede la sottrazione allo sfalcio (e/o il ritardo dello stesso) di alcune porzioni di prato da fieno per permettere il completamento del ciclo biologico delle popolazioni della specie prioritaria Klasea lycopifolia la quale, attualmente, non riesce ad arrivare a fioritura e fruttificazione a causa dello sfalcio del fieno che avviene, di norma, tra fine giugno e inizio luglio. Verrà realizzato dapprima uno strumento cartografico, un layer GIS (shapefile) che servirà ad individuare le particelle catastali con presenza della rara specie su cui evitare (o ritardare) lo sfalcio. Tale strumento sarà poi implementato attraverso indagini specifiche, sia attraverso visure in conservatoria, Agenzie del territorio e delle entrate, uffici tecnici ed anagrafe dei Comuni, ma anche attraverso interviste ai reali ed attuali possessori dei terreni, agli effettivi gestori, sulle consuetudini nelle pratiche di sfalcio o pascolo.

Azione C.10: Attività di concertazione per ottenere accordi gestionali ai fini della conservazione delle specie di direttiva incluse nell’allegato II e del loro habitat

Nelle singole aree di progetto saranno realizzati dei processi partecipativi, tramite dei tavoli negoziali che coinvolgano tutti i principali gruppi di interesse (cittadini, allevatori, cacciatori, agricoltori, associazioni di categoria, amministratori locali, escursionisti ecc.), raggiungendo una gestione condivisa per la conservazione delle specie target e dei loro habitat, con l’obiettivo di neutralizzare i conflitti ed incrementare il consenso alle azioni di salvaguardia. Nella conduzione degli incontri, saranno applicate tecniche di gestione e di mitigazione dei conflitti con approcci e tecniche, già elaborati a livello internazionale, atti a favorire un’interazione costruttiva tra i partecipanti.

Azione C.11: Sottoscrizione di accordi con Regione e comuni per adeguamento aree SIC alla distribuzione delle specie di interesse comunitario e prioritario

Messa in atto delle procedure necessarie per l’adeguamento del perimetro dei SIC alle specie target. Si prevede la sottoscrizione degli accordi cui si è giunti con i tavoli di confronto con Regione e Comuni interessati dalla revisione del perimetro dei SIC di cui all’azione A8. Si prevede la formulazione della proposta formale di ridefinizione dei confini dei SIC e dei loro formulari, per la quale verrà intrapreso l’iter burocratico previsto dalla normativa.

Azione D.1: Monitoraggio tecnico dell’impatto delle azioni di progetto

Monitoraggio necessario per verificare l’efficacia dell’azione relativa alle operazioni di restocking e alla creazione di nuove stazioni delle specie target e delle azioni concrete di conservazione in generale. Verranno presi in considerazione diversi indicatori a seconda del tipo di azione: numero di propaguli, numero di piante micropropagate, numero di piante riprodotte e protocolli di coltivazione, numero di prove sperimentali eseguite e protocolli di germinazione, superficie percentuale interessata dagli interventi, numero di stazioni floristiche protette, numero di siti di restocking e di nuove stazioni create, numero di eventi di impollinazione per stazione, superficie percentuale interessata da sospensione e/o ritardo dello sfalcio, numero di convenzioni sottoscritte e protocolli operativi raggiunti con gli stakeholders, numero di sottoscrizioni con autorità statali locali per adeguamento delle aree SIC.

Azione D.2: Valutazione dell’impatto socio-economico delle azioni del progetto a livello locale

Per valutare l’impatto socio-economico, tra le diverse variabili possibili, verranno monitorati sia l’afflusso turistico presso i centri visita ospitanti strutture dedicate alle specie di progetto (giardini botanici, della Majella, centro visite di Pescasseroli, centro visite del Sirente Velino) sia il numero di visitatori che richiedono specifiche informazioni sul progetto o sulle specie target presso centri visite e punti informativi.

Azione D.3: Valutazione dell’impatto del progetto sul restauro e le funzioni dell’ecosistema

Monitoraggio degli effetti diretti ed indiretti delle azioni di progetto sulla funzionalità ecosistemica, attraverso una valutazione degli habitat secondo i parametri di struttura e funzionalità, con valutazioni relative ad analisi della vegetazione, della composizione floristica, della presenza e copertura di: specie dominanti, specie tipiche, specie indicatrici di disturbo, specie aliene, specie indicatrici di fenomeni dinamici in atto.

Azione D.4: Valutazione del processo partecipativo Floranet

Valutazione scientifica dell’intero processo partecipativo, attraverso un’analisi in itinere del cambiamento dei ruoli e delle attitudini degli attori coinvolti ed eventuale ri-centraggio dell’impostazione e conduzione del processo partecipativo.

Azione E.1: Strumenti di comunicazione e disseminazione di base

Sulla base di quanto previsto dal piano di comunicazione, gli stakeholders ed i target groups individuati saranno coinvolti direttamente nelle attività di comunicazione, avendo quindi un ruolo strategico nella capitalizzazione dei risultati di progetto. Atraverso i materiali previsti sarà aumentata la visibilità del progetto e promossi adeguatamente il sostegno comunitario e le finalità del programma LIFE. Si realizzeranno i seguenti strumenti di comunicazione: grafica coordinata, sito web, newsletter, pannelli esplicativi, Layman’s report, opuscolo informativo, opuscolo tecnico, volume dei risultati di monitoraggio e delle azioni sulle specie target, gadget, filmati.

Azione E.2: Eventi di comunicazione

Eventi di comunicazione di rilevanza locale, nazionale ed europea allo scopo di presentare il progetto, informare la pubblica opinione e gli operatori del settore, comunicare l’impegno gestionale dei singoli partners, realizzare attività di networking con altri gruppi di lavoro su temi comuni, coinvolgere capillarmente stakeholders nelle attività di progetto. Si realizzeranno: conferenze stampa, un contest fotografico sulla flora dell’Appennino che porterà alla realizzazione di una mostra fotografica, networking con altri progetti Life e non solo, un convegno internazionale finale.

Azione E.3: Realizzazione di un programma didattico

Programma educativo destinato agli alunni delle scuole primarie e secondarie delle aree di progetto che prevede incontri informativi con gli insegnanti, distribuzione di manuali didattici, incontri in classe, laboratori didattici e visite guidate nei giardini botanici dei parchi coinvolti. Tutte queste attività saranno di supporto alla realizzazione di aiuole didattiche nei cortili delle scuole che parteciperanno.

Azione E.4: Realizzazione dei sentieri della flora protetta dell’Appennino

Individuazione, in ognuno dei 3 parchi, di un sentiero strategico dove saranno installati pannelli informativi sul progetto e sulle specie minacciate con informazioni sulle specie, sui loro habitat, sul loro status di conservazione e tutela, sulle precauzioni da assumere per evitare il loro danneggiamento nonché su altre informazioni generali sul progetto.

Azione E.5: Coltivazione nei giardini botanici delle specie vegetali in allegato II e IV della Direttiva Habitat

Una parte degli individui allevati in vivaio con l’azione C3 verrà utilizzata per la coltivazione all’interno dei due giardini botanici del Parco Nazionale della Majella, del giardino botanico del centro visite di Pescasseroli e nel giardino botanico centro-visita del Sirente Velino. La coltivazione delle specie nei giardini botanici, oltre ad esigenze didattiche, costituisce una ulteriore forma di conservazione ex situ.

Azione E.6: Realizzazione di un centro visita sulla flora in allegato II e IV della Direttiva Habitat nel Parco Regionale Sirente-Velino

Realizzazione di un’aerea turistico-divulgativa all’interno del territorio del Parco Sirente Velino dedicata alla flora di interesse comunitario dello stesso, con un sentiero botanico attrezzato accessibile anche per disabili e con funzioni anche di info point.

Azione F.1: Gestione generale del progetto

Azione di gestione generale del progetto Floranet Life attraverso il coordinamento di tutti i beneficiari, svolto dalle figure del financial manager, del responsabile generale del progetto, del project manager e del coordinatore tecnico. Questi ultimi, assieme ai responsabili tecnici, costituiscono il “gruppo di coordinamento”.

Azione F.2: Monitoraggio delle azioni di progetto

Gestione e controllo delle azioni attraverso una serie di incontri di lavoro del gruppo di coordinamento incentrate sul progresso delle azioni, controllo tempistiche, discussione di eventuali problemi tecnici e possibili modifiche.

Azione F.3: Revisione indipendente del rapporto finanziario

Revisione esterna indipendente sulla corretta gestione del progetto sotto gli aspetti contabili e finanziari.

Azione F.4: Piano di azione post-Life

Produzione di un piano d’azione per il proseguimento delle azioni di progetto dopo la sua conclusione, necessario ad assicurare un alto grado di tutela e conservazione delle specie target.